Visualizzazione post con etichetta crisi coniugale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crisi coniugale. Mostra tutti i post

lunedì 22 ottobre 2018

Sostenere la famiglia: il ruolo del consulente familiare e della mediazione nella crisi della coppia. Aspetti giuridici e tutela della salute psicofisica

In data 19.10.2018 si è tenuto a Roma, presso la casa editrice Pagine, un importante convegno dal titolo "Sostenere la famiglia: il ruolo del consulente familiare e della mediazione nella crisi della coppia. Aspetti giuridici e tutela della salute psicofisica".

 Gli autorevoli relatori intervenuti hanno offerto vari spunti e argomenti di riflessione per un tema particolarmente sentito a causa del notevole impatto sociale che la Famiglia riveste.

E'stato sottolineato dall'Avv. Angela Collia, che ha introdotto i lavori, come il malessere familiare spesso genera malessere all'interno della società.  Le crisi coniugali, sempre più in aumento, spesso sono generate da cause già preesistenti al matrimonio o anche da disturbi psicologi, più o meno gravi, che rendono i coniugi incapaci di adempiere ai doveri coniugali. 

Avv. Angela Collia
Dott. Luciano Lucarini


Dopo un gradito saluto da parte del Dott. Lucarini, titolare della Casa editrice, affermati professionisti hanno approfondito le cause dei fallimenti matrimoniali e i rimedi che l'ordinamento giuridico, civile e canonico, appresta  per la tutela e salvaguardia della dignità dei coniugi e per la risoluzione di situazioni conflittuali familiari.
Sono intervenuti l'Avv. Sabino Piacenza, Responsabile dell'Ente di Mediazione Metaconciliazione, l'Avv. Paola Luzi, Avvocato del Tribunale Apostolico della Rota Romana, la Dott.ssa Immacolata Piacenza, Psicologa e Psicoterapeuta.
Avv. Sabino Piacenza

Avv. Paola Luzi
Dott.ssa Immacolata Piacenza




















Ha concluso i lavori il Senatore Domenico Scilipoti Isgrò. Il  Senatore è stato promotore di numerose iniziative legislative a favore della Famiglia, quale ad esempio l'interrogazione parlamentare finalizzata a richiedere l'intervento del Governo affinchè la FAMIGLIA sia inserita nella lista dei beni immateriali patrimonio dell'umanità UNESCO.
Senatore Domenico Scilipoti Isgrò
 Il Senatore si è sempre prodigato per la tutela di tale istituto, lottando nelle aule parlamentari per ostacolare qualsiasi iniziativa legislativa in contrasto con i valori cristiani sui quali si fonda la famiglia tradizionale. 



giovedì 27 luglio 2017

La " FAMIGLIA" bene immateriale patrimonio dell'umanità UNESCO. Interrogazione parlamentare senatore Scilipoti Isgrò

INTERROGAZIONE  A RISPOSTA ORALE  IN ASSEMBLEA

AL MINISTRO   DEI  BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO 

                

                  Premesso che:

- con legge del 27 settembre 2007 n. 167 è stata ratificata la “Convenzione  per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale” adottata a Parigi in data 17 ottobre 2003 in occasione della XXXII sessione della Conferenza generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura;
nella predetta convenzione è stata sottolineata l’importanza del patrimonio culturale immateriale in quanto fattore principale della diversità culturale e garanzia di uno sviluppo duraturo; pertanto scopi della convenzione  sono: a) salvaguardare il patrimonio culturale immateriale; b)assicurare il rispetto per il patrimonio culturale immateriale delle comunità, dei gruppi e degli individui interessati; c) suscitare la consapevolezza a livello locale, nazionale e internazionale dell’importanza del patrimonio culturale immateriale e assicurare che sia reciprocamente apprezzato; d) promuovere la cooperazione internazionale e il sostegno”;
 all’ Art. 2 della predetta convenzione viene data la definizione di “patrimonio culturale immateriale” riferito pertanto a: “ le prassi , le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how- come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi- che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale”. Si legge altresì nell’art. 2 della predetta convenzione: “ questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia  e dà loro un senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana”
-In data 20 ottobre 2005 nel corso della XXXIII Conferenza Generale dell’UNESCO è stata approvata a Parigi la “Convenzione per la Protezione e la Promozione della Diversità delle Espressioni  Culturali”.  La Convenzione, ratificata dallo Stato Italiano con legge n. 19 del 19 febbraio 2007 ed entrata in vigore il 6.03.2007, è stata preceduta dalla Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale adottata a Parigi il 2 novembre 2001 durante la 31esima sessione della Conferenza generale dell’Unesco con la quale si è aperta la strada per l’approvazione di uno strumento giuridico internazionale  mirato a tutelare la molteplicità delle forme espressive della cultura. La cultura infatti nelle sue diverse forme, che assume nel tempo e nello spazio, costituisce un patrimonio comune dell’Umanità e deve essere riconosciuta e affermata a beneficio delle generazioni presenti e future (art. 1 dichiarazione Universale sulla diversità culturale)


La Convenzione è funzionale ad identificare, tutelare, proteggere e promuovere, tutte le espressioni di quelle entità plurime che contraddistinguono un territorio, un'area culturale storicamente determinata, per evitare un’omologazione ed un appiattimento culturale  e la conseguente scomparsa delle differenze tra le culture.

  Pertanto al fine di arricchire il patrimonio culturale dell’Umanità, si impone di  richiedere al comitato mondiale dell'UNESCO  di valutare l’inserimento della “FAMIGLIA” nella lista dei beni immateriali.

La predetta richiesta appare fondata in quanto l’Istituto “FAMIGLIA” soddisfa pienamente due dei 10 requisiti richiesti dall’UNESCO per il riconoscimento come bene immateriale patrimonio culturale dell’Umanità, quali:

- “essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa”,

- “essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie dotate di un significato universale e eccezionale” .

 L'istituto della Famiglia, mai come in questo momento storico rischia gravemente di non poter essere trasmessa integra alle generazioni future. Infatti con l'instaurarsi di nuovi modelli familiari è innegabile che detti modelli, proprio perché nuovi,  non hanno ancora né  sviluppato né costruito una loro tradizione culturale, etica, sociale, antropologica. Al contrario la famiglia, intesa nel senso generale del termine,  ha costruito nei secoli una testimonianza unica ed eccezionale per tradizione culturale.

 La “famiglia” che si intende valorizzare e tutelare attraverso l’inserimento nel Patrimonio dell’Umanità, come bene immateriale, è la Famiglia che conosciamo ormai da millenni perché direttamente associata ad avvenimenti legati ad idee, credenze ecc.  Essa è stata la prima società naturale ed è stata da sempre posta al centro della vita sociale. In ogni contesto storico sociale è stata riconosciuta la centralità e la responsabilità sociale della famiglia dove nascono e crescono i valori morali, religiosi e culturali e nella quale si tramandano, di generazione in generazione, i vincoli di sangue e le caratteristiche somatiche e genetiche.

Per completezza di esposizione, le ragioni giustificatrici che ci inducono a richiedere e pretendere che l'istituto della famiglia, nei suoi più vari e molteplici aspetti, storico, culturale, antropologico, sociologico e ambientale, vada tutelata per essere trasmessa alle generazioni future, sono legate proprio al fatto che è a grave rischio il fatto che la stessa potrà non essere trasmessa alle generazioni future per cui se ne perderà ogni traccia,  arrecando così grave nocumento alla storia della civiltà e della cultura mondiale.

 La “famiglia” oggi vive una ulteriore fase di crisi pur restando il primo e insostituibile

ambiente in cui inizia lo sviluppo umano mettendone in discussione la stessa tradizionale

identità.

 Evidenziato che:

  nei secoli vi è stata una trasformazione dell'Istituto della famiglia in quanto si è passati dalla famiglia patriarcale, in cui convivevano in varie forme allargate diverse generazioni (nonni, zii, genitori, figli, nipoti), tipica di un ambiente socio economico di carattere quasi esclusivamente agricolo, alla  famiglia nucleare, composta esclusivamente da genitori e figli, caratteristica di una società proiettata verso alti livelli di consumismo, nella quale lavorano entrambi i genitori. 

 In tempi recenti si è arrivati a nuovi modelli di famiglia (convivenze more uxorio) che al momento sono privi di una loro tradizione, tradizione che potranno acquisire solamente se il loro modello non verrà meno in futuro.

 L’Istituto della Famiglia, un istituto che ha costruito nei secoli la base fondante della società, nei suoi molteplici aspetti storici, culturali, antropologici e sociologici rischia ai giorni nostri di non  poter essere trasmessa integra alle generazioni future.

            Pertanto si chiede di sapere
 se il Governo non ritenga opportuno sostenere in sede UNESCO il riconoscimento della FAMIGLIA quale bene immateriale patrimonio dell’umanità, al fine di garantire alle generazioni presenti e future il valore storico, culturale, antropologico e sociologico che tale istituto ha avuto nella storia dell’umanità.

                                                                                                        Sen.  Domenico Scilipoti Isgrò                                   

Roma, 26/07/2017